Il benessere non è un accessorio della cultura organizzativa
Ringrazio l’articolo https://alleyoop.ilsole24ore.com/2026/04/07/salute-lavorativa/ di Biancamaria Cavallini per aver offerto uno spunto utile a una riflessione sempre più urgente: il modo in cui le organizzazioni intendono il benessere sta cambiando profondamente.
Da formatrice, coach e facilitatrice di mindfulness e costellazioni organizzative sistemiche, sto osservando come, in alcune aziende, il benessere stia progressivamente uscendo dalla logica del welfare accessorio per diventare una dimensione progettuale del sistema organizzativo.
Non si tratta più di erogare servizi, ma di progettare condizioni di funzionamento umano sostenibile, con continuità, misurazione e integrazione nei processi aziendali.
Il benessere come variabile organizzativa
Le evidenze scientifiche provenienti da neuroscienze cognitive, medicina dello stress e organizational behavior convergono su un punto ormai chiaro: la performance lavorativa è direttamente correlata allo stato psicofisico e attentivo delle persone.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha riconosciuto il burnout come fenomeno occupazionale legato allo stress cronico non gestito, con impatti diretti su salute e produttività.
Parallelamente, le ricerche di Gallup evidenziano come il livello di benessere e coinvolgimento dei dipendenti sia uno dei principali predittori di engagement, retention e performance sostenibile nel tempo.
In questo scenario, il benessere non può più essere considerato una percezione soggettiva o un’iniziativa HR accessoria, ma una variabile organizzativa che incide direttamente sui risultati.
Dal welfare al “sistema di allineamento umano”
Il limite dei modelli tradizionali di welfare aziendale è quello di intervenire in modo frammentato: iniziative, benefit, programmi scollegati tra loro.
Oggi emerge invece la necessità di un approccio sistemico, in cui il benessere venga progettato come parte integrante del funzionamento aziendale.
È su questo principio che, dal 2014 nelle aziende, si inserisce il metodo Energyogant, sviluppato in oltre dieci anni di lavoro con persone e organizzazioni, che interpreta il benessere come un sistema integrato di regolazione della componente umana in tutte le sue espressioni, corpo, emozioni, mente ed energia.
Un modello integrato a quattro dimensioni
Il metodo si articola su quattro assi interdipendenti, che rappresentano variabili chiave del funzionamento individuale e organizzativo.
1. Postural Dynamic (corpo)
Le evidenze in ambito ergonomico e neuroscientifico mostrano come postura e attivazione corporea influenzino attenzione, stress e capacità cognitiva.
Il corpo rappresenta un sistema di feedback continuo sullo stato interno della persona. Non è solo uno strumento operativo, ma un indicatore biologico della qualità della regolazione emotiva e cognitiva.
2. Breathing Focus (respiro e regolazione dello stress)
La ricerca sulla variabilità della frequenza cardiaca (HRV) evidenzia come il sistema nervoso autonomo sia modulabile attraverso pratiche di respirazione consapevole.
La respirazione lenta e controllata contribuisce a ridurre l’attivazione del sistema simpatico, migliorando la capacità di decisione sotto stress e la stabilità attentiva.
3. Nutrition Efficiency (energia e cognizione)
Le neuroscienze nutrizionali dimostrano la relazione tra alimentazione, stabilità energetica e performance cognitiva.
La qualità del nutrimento influisce direttamente su attenzione, memoria di lavoro e capacità decisionale. In una prospettiva più ampia, anche la gestione degli stimoli informativi può essere considerata una forma di nutrizione cognitiva.
4. Thinking Growth (senso e motivazione)
Le ricerche in ambito organizzativo evidenziano che la percezione di significato di senso del lavoro e della propria vita sia uno dei principali driver di engagement e soddisfazione della persona, in una logica di coerenza tra ciò che pensa, sente e fa.
Il senso agisce come fattore motivazionale stabile e influenza la capacità di sostenere lo sforzo cognitivo nel tempo.
Leadership e integrazione delle polarità
A questi quattro assi si affianca una dimensione sempre più rilevante per le organizzazioni: la qualità della leadership.
Attraverso il progetto UUNASOLA leadership www.unasolaleadership.it , il lavoro si concentra sull’integrazione delle dimensioni complementari della leadership:
- orientamento al risultato, struttura e decisione (maschile)
- ascolto, relazione e intelligenza sistemica (femminile)
Questo approccio è coerente con i modelli contemporanei di system leadership, conscious leadership e adaptive leadership, sempre più centrali nei contesti complessi e non lineari.
Implicazioni per le organizzazioni
L’insieme di queste evidenze porta a una conclusione chiara: il benessere non è più un costo o un insieme di iniziative parallele, ma una leva diretta di coerenza e conseguente manifestazione di efficienza organizzativa.
Conclusione
Nel contesto competitivo attuale, il vantaggio non risiede esclusivamente nella tecnologia o nei processi, ma nella qualità del sistema umano che li sostiene.
Il benessere, in questa prospettiva prende davvero in considerazione la persona nella sua unicità e complessità.
Se sei interessato ad approfondire questi temi:
Simona Santiani 3387438166 – info@myhara.it


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