Loading
  • Il metodo

    I colori dell’energia nella creatività in azienda

    Di che colore è il talento?

    La creatività in azienda è ormai riconosciuta come una delle skills più richieste.

    La creatività non va intesa come espressività artistica. 

    Essere artisti vuol dire essere creativi, ma non tutti i creativi sono artisti.

    Creatività: resta sempre più facile vederla che definirla 

    La premessa è che nasciamo tutti creativi!

    Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano degli dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma, Signore degli Dei, decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile da trovare.

    Il grande problema fu dunque individuare un nascondiglio.

    Quando gli Dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi fecero la loro proposta:

    “Sotterriamo la divinità dell’uomo nelle viscere della Terra. Lì non potrà mai trovarla!”

    Brahma tuttavia rispose:” No, non basta. Oggi l’uomo non è in grado di arrivarci, ma prima o poi avrà gli strumenti per farlo e la ritroverà”.

    Gli Dei allora replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli oceani”.

    E di nuovo Brahma rispose: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà gli abissi di tutti gli oceani e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”.

    Gli Dei minori, impensieriti, conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere sulla Terra, o in mare, luogo alcuno che l’uomo non possa un giorno raggiungere”.

    E fu così che Brahma, dopo aver riflettuto, disse: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo dentro l’uomo stesso, nel suo Io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.

    Secondo Ken Robinson, educatore ed esperto di pedagogia britannico, il 97% dei bambini nasce con creatività, fantasia, pensiero divergente: doni naturali e innati che vanno però coltivati, sviluppati e supportati dall’ambiente. 

    La creatività e’ qualcosa che non solo abbiamo tutti ma che implica un doppio lavoro: dall’interno all’esterno, ma non solo.

    I colori dell’energia sono l’input e l’output, per esprimere creatività e talento

    E’ risaputo che i colori vivaci trasmettono energia e vigore: e allora perché ancora in molte aziende e nelle nostre abitazioni dominano le tinte neutre o pastello? 

    Le forme arrotondate (cerchi, sfere, bolle) sono accoglienti e giocose, al contrario degli spigoli che allertano il nostro istinto di autoprotezione.

    Per esempio Ingrid Fetell Lee, esperta di design, individua gli elementi (colori, forme, texture, composizioni e accostamenti) che trasmettono naturalmente benessere e buonumore, e spiega come utilizzarli per creare un ambiente motivante.

    Quanto siamo consapevoli che i colori dell’energia sono una forza propulsiva, interna ed esterna, per stimolare e far sgorgare la nostra creatività?

    Ammirando i colori di un quadro, contemplando i colori di un tramonto, non ci chiediamo razionalmente quali sono i colori, ma percepiamo immediatamente emozioni che ci mettono in contatto con la nostra unica e specifica sorgente interiore di creatività.

    1. Quanto tempo e spazio ti concedi per aprirti a questa capacità innata che hai? 
    1. Hai mai posto attenzione a quale colore senti dentro di te che vibra meglio con l’ambiente esterno, e ti permette di essere creativo, espressivo e talentuoso?
    1. Quanto velocemente la nostra mente razionale non lascia spazio a questa consapevolezza?

    E’ dimostrato che chi lavora in ambienti soleggiati è più felice, produttivo e riposa meglio dei colleghi che passano la giornata in ambienti scarsamente illuminati, e che i fiori migliorano non solo l’umore ma anche la memoria. 

    I colori dell’energia sono un continuo stimolo esterno che, quando risuonano con la nostra energia interna, sono la forza propulsiva per far fiorire la nostra creatività.

    L’energia non e’ una forza arcaica e misteriosa e, attraverso la proprietà fisica del colore, che ritroviamo in oggetti e ambienti, può facilitare il percorso creativo personale.

    1. Quali colori associ alla tua creatività?
    2. Quali emozioni associ ai colori che risuonano meglio con la tua creatività?
    3. Quali emozioni provi nel tuo ambiente di lavoro, o quando lavori da casa?
    4. Quali attività suscitano in te gioia? Quanto spesso le pratichi 
    5. Che colore ha la tua gioia?

    Troppo spesso ci muoviamo nel mondo come se fosse uno sfondo piatto delle nostre attività quotidiane, invece brulica di opportunità, ispirazioni, colori e meraviglia.

    Di quali colori si tinge la  creatività in azienda?

    La creatività è la capacità di innovare, risolvere, generare, ideare soluzioni attraverso nuove intuizioni o attraverso l’utilizzo diverso e “creativo” degli elementi a disposizione. 

    Unire i puntini, come diceva Steve Jobs, connettere informazioni, cose, persone, tecniche fino a quel momento apparentemente disconnesse, al fine di generare una soluzione o un’ innovazione. 

    Oggi le competenze tecniche (hard skills) sono fondamentali e scontate.  

    Il livello di competenze tecniche è molto alto, grazie alla ricca proposta formativa. 

    A parità di formazione, ciò che fa la differenza sono quelle che vengono chiamate soft skills, che in realtà di soft hanno ben poco.

    Siamo nell’era del nuovo “umanesimo digitale” dove creatività e problem solving devono essere allenati.

    Spesso i talenti o le passioni coltivati fuori dall’ambito professionale, possono essere una leva importante anche a livello lavorativo, se sfruttati correttamente.

    Un giorno d’autunno del 2000 una squadra di imbianchini ritinteggiò di arancione acceso un edificio storico a Tirana, in Albania. 

    Nel 2004 Edi Rama vinse il premio internazionale World Mayor (miglior sindaco del mondo) per il suo straordinario restauro della capitale dell’Albania.

    Devastata da decenni di dittatura seguiti alla caduta del comunismo, alla fine degli anni Novanta, Tirana era diventata un covo di corruzione e criminalità organizzata dall’ alto degrado urbano.

    All’edificio arancione ne seguirono presto altri, pubblici e privati.

    Di lì a poco, cominciarono ad accadere 2 cose: la gente smise di gettare rifiuti ovunque, e iniziò a pagare le tasse. I commercianti rimossero le grate metalliche dalle loro vetrine perché, dicevano, che le strade erano più sicure, anche se i controlli di polizia non erano aumentati.

    I colori dell’energia animano la materia, la trasformano in organismo vivente, come una danza tra interno ed esterno, tutto concorre a farci vibrare di un dinamismo essenziale.

    Più energia abbiamo, più siamo capaci di creare, amare, esplorare, godere ed impegnarci nel mondo che ci circonda.

    Il talento è il motore della creatività in azienda

    Il talento nasce da un’attitudine personale e naturale che ognuno di noi ha, ma che per lo più si reprime o non si esprime. E’ una capacità innata che abbiamo fin da piccoli, che permette di ottenere risultati riproducibili, facilmente e senza sforzo

    Senza sforzo perché si sviluppa in stato di flow creativo: una corrente energetica che coinvolge mente, corpo ed emozioni in totale presenza, senza distrazioni.

    Non siamo più connessi all’esterno ma all’interno, la nostra visione si amplia, così come le nostre percezioni e intuizioni. Entriamo in uno stato paragonabile a quello meditativo.

    Il giardinaggio, la vela, la cucina, i viaggi, la scrittura, il disegno, il canto, lo sport : 

    1. Quale è la tua passione? 
    2. In quale attività ti senti in stato di flow creativo?  
    3. Come ti senti? 
    4. Quali caratteristiche emergono di te? 

    La tua creatività in azienda si nutre proprio di questo.

    Il cervello è un organo complesso e meraviglioso. 

    La sua capacità di processare dati è la più evoluta sulla Terra.

    E’ composto da 100 miliardi di neuroni e un numero incalcolabile di connessioni.

    La curiosità, la capacità di ampliare le percezioni e la libertà nell’osare, in assenza di giudizio personale, sono un bagaglio di valore che compongono schemi creativi e liberi.

    Per risolvere problemi o portare nuove idee sul lavoro ogni nostra conoscenza può risultare utile e vincente. 

    E’ un atto che implica però la nostra volontà.

    Osservare da nuovi punti di vista, diventa perciò un fattore importante per portare innovazione e progresso nel nostro futuro e in quello della nostra società.

    Haruki Murakami scrittore, traduttore e accademico giapponese, ha scritto:

    Si fa presto a dire bianco, c’è quello raffinato e quello dozzinale, ogni sfumatura ha un suo carattere proprio.

    Le sfumature della creatività in azienda: dal cosa, al come

    Alla possibile difficoltà di individuare i propri talenti, si aggiunge la difficoltà di esprimerli in azienda. 

    Normalmente si pensa che essere creativi in azienda comporti fare una qualcosa di speciale, avere un ruolo piuttosto che un altro. 

    Non è esattamente così: la creatività in azienda, così come nella vita, NON si basa sul COSA ma sul COME si svolge un compito, si ricerca un obiettivo, o si esprime se stessi.

    Tutti siamo creativi!

    Grazie alle conoscenze sviluppate nel dedicarti a ciò che meglio sai fare, e che meglio ti fa stare ( talento, passione), puoi generare inconsciamente strumenti da utilizzare in situazioni diverse per contesto, ma affini per dinamica.

    Quali sono i principali ostacoli della creatività?

    Come dice Jim Collins, il bene è nemico del meglio. 

    Questo potrebbe essere un ostacolo. 

    Se vai bene, chi te lo fa fare di innovare?

    Un altro ostacolo potrebbe essere la naturale attitudine umana alla pigrizia, che si scontra con la voglia di migliorare che distingue chi vorrebbe di più dalla sua esistenza.

    Ma l’ostacolo più grande è la paura.

    La paura è il grande ostacolo alla creatività in azienda. 

    Quando c’è paura non si crea. 

    Quando c’è paura o si scappa o si attacca.

    Il flusso di energia si interrompe, si innescano meccaniche di difesa e fuga, e così facendo si mette fine alla propria libertà di espressione.

    Come disinnescare la fuga, e favorire talento e creatività in azienda? 

    Anche qui il lavoro è a doppio senso: dai vertici alla base aziendale e viceversa.

    Partendo dai vertici, si ottengono risultati manifestando “accoglienza” e supportando i propri collaboratori attraverso azioni che aiutino la  diffusione di una cultura aziendale di inclusione e di accettazione, senza giudizio e minaccia, ma di propensione all’ alleanza dei cervelli e alla ricerca continua di miglioramento.

    Di contro il singolo, ad ogni livello, deve impegnarsi nel vincere la paura di esprimersi attraverso un rafforzamento del Sé.

    Il processo creativo: rosso ciliegia

    Il processo creativo non è mai lineare, proprio perché il nostro pensiero agisce in modalità radiale e per immagini.

    Inoltre la creatività presuppone interazione. 

    Le nostre azioni vengono generate attraverso il confronto con l’altro: che sia una persona, un’idea, un luogo, un’opera artistica, un evento.

    Pertanto il processo creativo non è mai un atto solitario.

    Differenti talenti, differenti soluzioni, differenti punti di vista. 

    Più si ha visuale, più si ha visione, più si riduce la possibilità di rischio di errore, e quindi l’idea sarà completa e utile. Non necessariamente vincente.

    Inoltre le idee creative, un pò come le ciliegie, arrivano una via l’altra: maggiore è la massa critica di espressione, più saranno le possibili connessioni, e più ampia diventerà la mappa concettuale, dalla quale il nostro cervello attinge visioni e soluzioni sul momento, ma anche per situazioni future.

    L’unione fa la forza anche nella creatività in azienda.

    Il leader  canalizza le idee affinché la massima partecipazione sia funzionale ad un risultato finale positivo e concreto per l’azienda.

    Riconoscere i nostri talenti e non temere di essere giudicati è la migliore leva per liberare la nostra creatività in azienda. La nostra partecipazione è richiesta. Siamo in azienda per utilizzare creatività e talento, qualsiasi ruolo rivestiamo, e sarebbe un peccato, non usarla e rischiare di essere… talenti sprecati.

    UN PENSIERO PER TE

    “Creatività non è cosa facciamo, ma come lo facciamo”

    Sara Ronzoni

    Esercizio 1

    Scegli un colore che sia manifestazione di uno dei tuoi talenti, della tua energia  e fanne per un giorno il tuo colore manifesto.

    Rosso? Vestiti di rosso, scrivi in rosso, compra mele rosse. Un accessorio, un foulard, calze ecc. 

    Immergiti totalmente nel colore del tuo talento, portalo sulla tua pelle, ringrazialo e poi ascoltati. Sei unico e speciale. Non c’è nessuno uguale a te.

    ENERGYOGANT

    Il metodo Energyogant concreto e misurabile, ha come intento il miglioramento e il sostegno dell’energia personale anche nei momenti di alto impatto lavorativo.

    E’ suddiviso in 4 macro aree all’interno delle quali vengono forniti strumenti e feedback per sviluppare energia, creatività, concentrazione e vitalità nel singolo, migliorando il  benessere organizzativo.

  • You may also like

    No Comments

    Leave a Reply