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  • Il metodo

    La sostenibilità energetica personale deve fare rete

    Abbiamo affrontato più volte il tema dell’energia personale, della difficoltà di definire ciò che è, della pratica a sostegno di equilibri che ci permettono di esprimere al meglio noi stessi per  affrontare meglio le situazioni che la vita ci offre.

    Abbiamo condiviso focus di attenzione rispetto al fluire della nostra energia, per sostenerla, svilupparla e renderla sostenibile.

    Ma la sostenibilità energetica personale non è un concetto limitato al benessere personale: è una visione intensa ed espansa che raggiunge distanze e contatti anche molto lontano da noi.

    In una delle nostre ultime interviste “Pixidis, direzioni in mare aperto”, quella con Marco Piccolo, Ceo Reynaldi, si è affrontato il tema della consapevolezza legata al proprio lavoro e dell’importanza di svolgerlo con spirito di cooperazione, supporto reciproco e rispetto, sapendo di far parte di un sistema più grande.

    Sapendo che la nostra singola azione ha sempre delle conseguenze che si riverberano in noi e nella relazione con gli altri.

    Questa la sfida della sostenibilità: essere portatori sani di pensieri e azioni che si amplificano e fanno rete con gli altri e con il contesto.

    L’energia personale è sostenibile, rinnovabile ed amplificabile.

    Questo vale a livello aziendale, lavorativo e personale.

    E tu che energia personale stai emanando?

    Il nostro atteggiamento è ciò che ci identifica e ci fa riconoscere. 

    I nostri pensieri contribuiscono a formarlo e a formarci.

    Quando la nostra energia è alta e positiva, ma noi non la scambiamo con la realtà che ci circonda ne blocchiamo il processo rigenerativo.

    Molti di noi spesso non sono consapevoli di vivere in un mondo abitato esclusivamente da campi di energia emotiva, mentale e fisica. 

    Al di là della materia, al di là di un ambiente di lavoro con i suoi lavoratori e la sua struttura, c’è una rete di emozioni che permea tutto e che comunica anche quando noi siamo in silenzio.

    I nostri stati d’animo lasciano “impronte” nel contesto in cui ci troviamo. 

    Gli psicologi la chiamano “legge dello scambio” ed è caratterizzata da un’alterazione del nostro stato mentale ed emotivo causata dall’atteggiamento e dagli stati emotivi di chi ci circonda.

    Ottima notizia!

    Quindi quando le nostre energie sono sostenute, per scambio con l’ambiente che ci circonda, siamo anche  in grado di essere di sostegno a quelle degli altri, senza depauperarci.

    Secondo l’insegnamento ayurvedico, ad esempio, se il cuoco è felice i commensali sono soddisfatti: l’attitudine mentale e lo stato energetico della persona influenza anche l’operato della persona stessa, e nel caso specifico i cibi da lui preparati. 

    Che consumati si fanno portatori di quella frequenza.

    Il gesto diventa dono, che aiuta a sostenere anche l’altro.

    E’ ormai urgente per tutti renderci consapevoli che facciamo parte di un processo che alimentiamo, e che ci alimenta, e che può diventare sempre più affine ai nostri “desiderata” in funzione di quello che mettiamo noi nel processo stesso, e non dalla buona o cattiva sorte, dagli ostacoli o dalle difficoltà.

    Perché la sostenibilità energetica personale necessita di condivisione

    La mia energia si fa sostenibile non solo se la sostengo io dall’interno, attraverso tecniche, buone pratiche e meditazioni, ma se ho creato/ scelto un ambiente che mi restituisce energie che mi sostengono.

    E ed è così che sostenibilità e condivisione vanno a braccetto.

    condivìdere v. tr. [comp. di con– e dividere] (coniug. come dividere). – Dividere, spartire insieme con altri.

    Anche, avere in comune con altri.

    Condividi, dona per nutrirti e ricaricarti

    Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questa storia a riguardo ( tratta da un articolo di Rosalba De Amicis):

    << L’antropologo polacco Bronislaw Malinowski condusse tra il 1915 e il 1918 una serie di ricerche socio-culturali tra gli abitanti delle isole Trobriand, un arcipelago a nord-est della Nuova Guinea.

    Da oltre 2000 mila anni esiste in questo arcipelago un rituale basato sullo scambio di monili fatti di conchiglie. 

    Da isola a isola, lungo una circonferenza di parecchie centinaia di chilometri, si osserva una continua circolazione di collane di conchiglie rosse in senso orario e di braccialetti di conchiglie bianche in senso antiorario, in modo tale che le une possano essere scambiate solo ed esclusivamente con le altre. 

    Coloro che possiedono questi monili possono organizzare una spedizione di canoe a un’isola vicina, per portarli in dono agli ospiti, i quali con cerimonie particolari ne doneranno in cambio del tipo diverso. 

    Per un certo periodo, il braccialetto o la collana rimarrà presso il nuovo possessore, che potrà ammirarla e esibirla, fino a quando con una nuova spedizione rituale la trasferirà su un’isola successiva dell’anello, e così via. 

    Un giorno lontano, compiuto un intero giro, il monile comparirà di nuovo nell’isola da dove era partito.

    Questa forma di scambio è detta “kula”.

    Un altro famoso antropologo, Marcel Mauss, autore del celebre “Saggio sul dono”, riconobbe, come alla base di questo scambio, ci fosse una forza magica, altrimenti detta “mana” (termine che può essere tradotto come “forza sovrannaturale”, “potere spirituale” “forza vitale”).

    Mauss interpretò il “mana”, nel caso degli scambi nelle isole Trobriand, come una forza che conserva un carattere benefico solo nel caso in cui viene trasferita, direttamente o indirettamente, grazie a passaggi intermedi, al primo donatore. 

    Interrompere questa operazione significa in qualche modo bloccare il carattere benefico del “mana” e convertirlo in forza distruttiva nei confronti dell’inadempiente.

    In questo caso il dono assicura il fluire di un’energia buona all’interno di un organismo, nel quale il funzionamento di ogni singolo organo è garantito dal fluire di questa energia che è garantito dai singoli organi. 

    Se uno o più organi del suddetto organismo funzionasse male da non permettere a tale energia di fluire nel modo corretto, tutto l’organismo ne risentirebbe in qualche modo.>>

    In questo Agosto di passaggio aggiungere consapevolezza alla nostra identità come parte attiva ed imprescindibile del tutto ci aiuta a sostenere noi e gli altri affinché il futuro che ci aspetta sia sempre più simile a quello che desideriamo.

    Entriamo dunque nella rete della sostenibilità energetica personale con vibrazioni alte, pensieri di gratitudine, senza tenere nulla per noi, ma condividendo, donando per poi essere pronti a ricevere con altrettanta intensità.

    ENERGYOGANT

    Il metodo Energyogant concreto e misurabile, ha come intento il miglioramento e il sostegno dell’energia personale anche nei momenti di alto impatto lavorativo.

    E’ suddiviso in 4 macro aree all’interno delle quali vengono forniti strumenti e feedback per sviluppare energia, creatività, concentrazione e vitalità nel singolo, migliorando il  benessere organizzativo.

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